La Dislessia e più in generale i vari Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono disturbi neuroevolutivi, e come tali possono riguardare l’intero arco della vita, compresa l’età adulta.
In caso si riscontrassero difficoltà sul lavoro o in previsione di un’iscrizione alla scuola superiore o universitaria è possibile fare una valutazione su percorsi da intraprendere.
Si parla di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) in riferimento alla scuola primaria e secondaria, ma gli interventi riguardo l’età adulta e, in particolare, il percorso universitario per studenti con DSA rimangono poco diffusi.
In passato generalmente il percorso di studi dei ragazzi dislessici si concludeva al termine della scuola dell’obbligo o di quella superiore.
In seguito alla diffusione dell’inquadramento normativo della Legge 170, i dislessici hanno ottenuto la conferma del loro diritto allo studio e un significativo aumento delle opportunità di raggiungere traguardi accademici, supportati dagli strumenti compensativi e dispensativi che la legge prevede per loro.
Attualmente, la normativa italiana stabilisce che gli Atenei forniscano agli studenti con DSA l’accoglienza, il tutorato, la mediazione con l’organizzazione didattica e il monitoraggio dell’efficacia delle prassi adottate.
L’utilizzo degli strumenti compensativi è garantito tanto per le prove di ammissione quanto per gli esami accademici, previa presentazione di una certificazione valida redatta al massimo nei 3 anni precedenti.
Riceve la logopedista Michela Ebreo.







