L’approccio sistemico-relazionale ha costruito la sua metodologia clinica intorno all’idea che il disagio psichico può essere colto attraverso l’osservazione delle relazioni umane. Si tratta di relazioni specifiche, peculiari e necessarie per lo sviluppo di ogni individuo: quelle che vengono a costituirsi all’interno del nucleo familiare. Secondo tale approccio anche l’individuo può esser visto come un sistema (Boscolo e Bertrando, 1996; Burbatti e Castoldi, 1994), dotato di caratteristiche strutturali e organizzative leggibili con un paradigma sistemico.
Questo approccio considera l’individuo come parte di un sistema molto più ampio e mette l’accento sulle interazioni e sulle influenze reciproche tra i membri del sistema o del gruppo sociale di appartenenza.
La psicoterapia sistemico-relazionale mira a comprendere come i problemi e le difficoltà individuali (come ansia, depressione, conflittualità interpersonali) siano influenzati e influenzino le dinamiche relazionali e si concentra sull’analisi dei modelli comunicativi, delle gerarchie di potere, delle regole implicite e dei ruoli all’interno del sistema, per identificare le dinamiche disfunzionali che contribuiscono ai problemi individuali. L’obiettivo è quello di introdurre una nuova organizzazione, più funzionale, in quei sistemi dove i blocchi evolutivi nel ciclo vitale, la confusione nei ruoli e la mancanza di confini tra le generazioni hanno prodotto sofferenza psicologica espressa mediante sintomi in uno o più membri di quel sistema
Un obiettivo fondamentale della psicoterapia sistemico-relazionale è promuovere il cambiamento attraverso l’individuazione e la modifica di questi modelli reiterativi disfunzionali. Ciò può comportare l’identificazione e la trasformazione dei ruoli rigidi, la rinegoziazione delle regole e delle aspettative familiari, nonché lo sviluppo di nuove strategie di comunicazione e risoluzione dei problemi. In sintesi, la psicoterapia sistemico-relazionale mira a promuovere il cambiamento individuale attraverso la comprensione e la modifica delle interazioni disfunzionali.
L’obiettivo è quello di introdurre una nuova organizzazione, più funzionale, in quei sistemi dove i blocchi evolutivi nel ciclo vitale, la confusione nei ruoli e la mancanza di confini tra le generazioni hanno prodotto sofferenza psicologica espressa mediante sintomi in uno o più membri di quel sistema.
La terapia sistemico-relazionale cerca di riattivare un percorso di evoluzione del sistema e dell’individuo. Questo aiutando i pazienti a sviluppare le proprie risorse, a sperimentare nuove modalità di comunicazione e nuovi modi di vedersi e vedere l’altro. Nell’intervento individuale con l’adulto la prospettiva sistemico-relazionale collega il sintomo, la sofferenza ai modelli di comportamento appresi e agli schemi di pensiero costruiti in seno alla famiglia d’origine nonché ai mandati familiari ereditati in modo rigido.
A chi si rivolge: la psicoterapia opera sia in setting individuali che di coppia e familiari. Si rivolge quindi ad adulti, a coppie, adolescenti e famiglie.
Riceve su appuntamento Lucia Cannata, psicologa psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale. Info allo 0432.25543.







